In un'ampia intervista rilasciata ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Gianluigi Buffon ha ripercorso il rapporto di stima e amicizia che lo lega a Rino Gattuso. L'ex capitano azzurro ha spiegato i motivi per cui lo aveva caldamente suggerito come commissario tecnico della Nazionale e ha analizzato l'impatto entusiasmante che il tecnico calabrese sta avendo sulla panchina della Lazio.
Perché aveva scelto Gattuso ct, Buffon?
Suggerito, non scelto: non ero il presidente e non credo lo sarò mai. Suggerito in maniera calda perché sapevo che avrebbe creato, col pochissimo tempo a disposizione, un rapporto con la squadra, dato empatia, senso di appartenenza e, al di là di tutti i pregiudizi e le etichette con cui combatte da sempre, sarebbe stato un ct competente. Era in panchina da dodici anni con esperienze e soprattutto il carisma perfetto per risollevare la Nazionale da quella situazione di crisi d'identità
E com'è?
Ho giocato anche contro le sue squadre e mi sono accorto che erano tutte organizzate. E generose. Ho capito che Rino creava un'atmosfera positiva e tatticamente era competente. Aggiungo: non ci vuole tanto. Se segui un tecnico, vedi la sua squadra, ascolti le interviste sue e dei suoi giocatori e capisci se è quello che stai cercando
Gattuso lo era?
Lo proporrei per quella particolare situazione nella quale ci trovavamo mille altre volte. Lo pensavo con qualche legittima riserva all'inizio, poi l'ho visto al lavoro col gruppo e ho detto: il ct perfetto per quel nostro momento. E io di ct me ne intendo, ne ho avuti ben nove. Se poi uno lo vuole elegante come Zidane, alto uno e novanta, che parla un italiano forbito e si rade ogni giorno, forse sta cercando altro. Ma non parliamone più: mi sembra sia cominciato un nuovo ciclo che fa ben sperare
Anche nella Lazio Gattuso sembra perfetto.
La Lazio è una squadra rinvigorita. Si vede che dal suo arrivo è successo qualcosa, lui e il suo staff hanno trovato le parole giuste, la chiave. La Lazio ora ci crede: al di là di vincere o perdere sa che è una squadra, che ha coraggio, agonismo, idee, collaborazione. E si diverte. Merita complimenti, non crede?
Si può dire scudetto?
Ad agosto la Lazio era tra nono e undicesimo posto: Milan, Inter, Juve, Roma, Como, Fiorentina, Napoli e Atalanta partono davanti. Se arriva tra le prime sette è un gran risultato, tra le prime sei grandissimo, in Champions sarebbe qualcosa di assoluto
Quando Gattuso dice «io non mi sarei schierato» fa un po' lo snob per la prima volta nella sua vita?
Deve smettere di dirlo! Dà un'idea sbagliata ai ragazzi che cominciano. Se faccio una squadra, un Gattuso lo vorrei sempre. In una squadra è necessario. La sua dote era l'umiltà: con quella è diventato un grande giocatore. Scarpe grosse e cervello fino, da contadino. Era il compagno di classe non geniale ma che impegnandosi a mille aveva ottimi voti. Studia perché è orgoglioso e, se fa una cosa, non vuole essere uno dei tanti. Non ci sono solo i tunnel. Quelli li vedono tutti. Ma in una squadra ci sono giocatori che, fuori dal campo, danno qualcosa che vale come un tunnel. Chi è fuori certe cose non le può vedere, dovete fidarvi
Lippi diceva sempre che un bravo allenatore non è quello che mette bene i giocatori in campo.
In Rino rivedo Lippi nella gestione del gruppo e nel fare esprimere vitalità a ogni giocatore. Lo sapete tutti che i giocatori si sarebbero buttati nel fuoco per lui come per Marcello. Ora non penseremo mica che un allenatore di A non sia bravo o non sappia di tattica: sono tutti bravi, competenti. La differenza è il rapporto con la squadra e come trasmettono le conoscenze. Poi c'è la genialità di chi in partita vede cose in anticipo e cambia giocatori e sistemi, cambiando la partita, ma quello è istinto
Di sicuro in Bosnia Gattuso non è stato fortunato.
Sono nel calcio da trentacinque anni e qualcosa avrò visto. Ma giocando in casa della Bosnia, dove nel calcio d'oggi hai il 50 per cento di possibilità di vincere, in dieci per 80', dopo aver sbagliato tre gol, e con un'espulsione gigantesca su Palestra non vista, davvero qualcuno può parlare di disastro? Fosse finita 1-0 avrebbero detto tutti che cuore, che difesa. Dopo i rigori, che fallimento. Penso abbia poco senso giudicare così
Forse Gattuso ha sbagliato a non passare a quattro dopo il "rosso" a Bastoni, per non chiudersi.
Non so, le confesso che in panchina ho avuto anch'io questa sensazione. Non riuscivamo più a uscire. Ma con un altro in panchina anche il 5-0 all'Estonia o le vittorie con Israele sarebbero state giudicate come un ottimo avvio di percorso. Con Rino, invece, beh, insomma, era l'Estonia, tutto facile...
(Su Juventus-Lazio)
La Lazio correva al doppio della velocità. Bremer è forse il giocatore atleticamente più impressionante del campionato e ha preso un bel po' di metri da Dele-Bashiru. Sulla preparazione atletica con Rino non si scherza, spacca il capello.
