All'indomani della straordinaria vittoria della Lazio per 2-6 in trasferta contro il Sassuolo, la Gazzetta dello Sport ha raccolto le riflessioni di Hernán Crespo, uno degli attaccanti più significativi della storia biancoceleste. L'ex bomber argentino ha analizzato il momento d'oro della squadra e il grande cammino in vetta alla classifica.

L’INTERVISTA

Sulla sfida tra Milano e Roma e la posizione della Lazio

Incroci affascinanti. Milano e Roma sono le due città più importanti d’Italia e il calcio sta esprimendo, anche un po’ a sorpresa, questo dominio. Dico a sorpresa perché, ad esempio, non mi aspettavo che la Lazio del mio amico Gattuso fosse lassù in vetta

Sulla possibilità di puntare allo scudetto

E perché non potrebbe? Si è creata una chimica speciale nel gruppo, e sono certo che tutto ciò sia merito di Rino. Gattuso sa come si vince e, soprattutto, conosce le qualità necessarie. Prima della tattica e prima della tecnica, c’è l'aspetto psicologico: se non hai la testa sintonizzata bene, non arrivi da nessuna parte. Ecco, Rino ha lavorato sul cervello dei suoi giocatori, li ha convinti a fare certe cose, li ha stimolati, e poi lui è un martello e, quando hai un uomo così che ti guida, ti fai in quattro per accontentarlo: i suoi ragazzi andrebbero nel fuoco per lui

Sul primo posto 

Strameritato. Otto vittorie e un pareggio: che cosa poteva fare di più? Piuttosto, tutti quelli che lo hanno criticato per l'esperienza in Nazionale adesso dovranno ricredersi e chiedergli scusa... Vabbè, ma si sa che il calcio è un mondo strano…

Sul confronto tra Lazio e Roma

 La Lazio è certamente la sorpresa più bella di questo campionato, mentre la Roma ha cominciato a costruire le basi di ciò che si vede oggi già dall'anno passato. Non mi sbilancio, ma ripeto quanto detto prima: questa Lazio può volare