L'intervento
Questa la risposta del tifo organizzato: "Il problema sta nelle sue parole, non c'è da firmare alcuna tregua perché non abbiamo vedute diverse con la società, si tratta che i tifosi non vogliono più quel presidente, quindi non si può parlare di tregua con qualcuno che non si vuole più. Questo va ribadito anche a fronte di tanti giornali che si chiedono che senso abbia la protesta con la Lazio prima in classifica, ma la protesta non è assolutamente relativa al tasso tecnico-qualitativo della squadra, è qualcosa di molto profondo e più radicato dentro di noi. Poi siamo tutti contenti che siamo primi, magari così fino a fine anno." Dunque la protesta è destinata a continuare, con la maggioranza della tifoseria che continuerà a disertare le partite in casa e a riempire al contrario i settori ospiti di ogni stadio d'Italia per manifestare il proprio sostegno alla squadra.
