Il tifo organizzato biancoceleste torna a suonare la carica contro la presidenza di Claudio Lotito, mettendo sotto la lente d'ingrandimento i numeri del club. Attraverso un'accurata analisi pubblicata sul canale ufficiale Instagram MATCH DAY (tratta dall'articolo di LeastSquares su Il Tempo), i sostenitori hanno criticato duramente la linea economica della società, evidenziando perdite, debiti e vincoli finanziari.
Bilancio in perdita e criticità della gestione ordinari
“L'esercizio 2025/26 si chiude con una perdita di circa 10 milioni di euro. Il risultato migliora rispetto all’anno precedente, ma nasconde una criticità: nonostante entrate straordinarie per decine di milioni, la società non è riuscita a raggiungere il pareggio. La gestione ordinaria continua a mostrare difficoltà nel sostenere i costi complessivi del club.”
Aumento del debito finanziario e ricorso al crediti
L’indebitamento finanziario netto passa da 48 milioni del 2023 ai 126 milioni del giugno 2026. Un aumento di 78 milioni in tre anni, che porta il debito finanziario al livello più elevato della gestione Lotito. Indebitarsi non è necessariamente negativo, se le risorse finanziano investimenti e crescita. Nel caso della Lazio, però, il ricorso al credito sembra principalmente destinato a sostenere esigenze finanziarie e pagamenti correnti.
Ventidue anni di gestione: quale futuro?
“Alla verifica del 31 marzo 2026, l’indicatore del costo del lavoro allargato raggiunge 0,82, contro la soglia regolamentare di 0,70. Questo rapporto misura il peso del costo della rosa rispetto ai ricavi rilevanti. Il problema non riguarda esclusivamente gli stipendi dei calciatori: incide soprattutto l’insufficiente capacità della società di produrre ricavi proporzionati alle proprie ambizioni sportive.
La proprietà più longeva della Serie A ha avuto oltre vent’anni per costruire una società capace di crescere economicamente e competere stabilmente ai massimi livelli. I numeri descritti nell’analisi raccontano invece ricavi stagnanti, indebitamento crescente, liquidità ridotta e un mercato condizionato dai parametri federali.“
