Sotto i riflettori del Maradona s'apre la quinta giornata di campionato: un crocevia fondamentale per il Napoli, deciso a cacciare i fantasmi della crisi dopo un avvio incerto, e per un Frosinone voglioso di dare continuità alle buone prestazioni pre-sosta.
Ne nasce una sfida a lungo dominata dagli azzurri, cinici nello sfruttare la maggiore qualità tecnica, contro un Frosinone generoso e arrembante ma punito dal 3-0 finale.
Una vittoria pesante per il morale di Allegri, mentre la squadra di Alvini non ha incantato, limitandosi a farsi trovare pronto e a restare in partita, con l'ormai solito atteggiamento offensivo e coraggioso venendo però punito nel punteggio da un Napoli cinico nel capitalizzare gli episodi decisivi.
La partita
Dopo il palo di Højlund al 4’, il danese si procura e calcia un rigore, ma dopo l’errore e la ribattuta decretata per la posizione irregolare di Palmisani, è De Bruyne a trasformare.
Tre minuti dopo arriva il raddoppio di Noa Lang, al secondo gol in azzurro e a segno per la prima volta dal 22 novembre 2025 contro l’Atalanta.
Allo scadere il centrocampista belga sigla il 3 a 0 e colleziona la seconda doppietta consecutiva dopo quella ottenuta in nazionale contro la Turchia.
Gli azzurri giocano bene, divertono e verticalizzano con continuità, indirizzano la gara già nel primo tempo e blindano una vittoria senza particolari rischi.
Da segnalare anche il ritorno in campo di Scott McTominay, assente dal 30 agosto.
Situazioni di classifica
È ancora presto per definire i verdetti di una classifica così corta, ma questa rappresenta senza dubbio una vittoria pesantissima per il morale e per la consapevolezza della squadra di Allegri.
Il Frosinone resta fermo a quota 10 punti in classifica, agganciato in questo momento da formazioni come Napoli, Juventus e Como (in attesa del completamento dei rispettivi match).
Nonostante la frenata, le premesse per il prosieguo della stagione dei ciociari lasciano ben sperare: la salvezza non dovrebbe rivelarsi particolarmente ostica, soprattutto grazie alla qualità tecnica e al potenziale di una rosa che può contare su profili di grande prospettiva come Kvernadze, Ghedjemis, Raimondo e Calò.
