Torna a parlare Simone Inzaghi. L'attuale allenatore dell'Al-Hilal, che in 22 anni ha scritto pagine storiche alla Lazio, vincendo da giocatore in particolare lo scudetto del 2000 e da allenatore una Coppa Italia e due Supercoppe, ha rilasciato un'intervista a Il Messaggero, soffermandosi sul momento attuale della Lazio di Gattuso e parlando a cuore aperto del suo passato biancoceleste, tra vittorie e rimpianti.
Su Gattuso e la Lazio
Vedere oggi la Lazio prima in classifica mi rende felice. La squadra vola, Gattuso, che è un grande allenatore, si è inserito molto bene, e così i successi arrivano uno dietro l'altro. Devo dire che questa squadra assomiglia molto alla mia, ha caratteristiche tecniche e morali simili. Conta il gruppo, isolato dal resto del mondo. Non posso non ricordare quella vittoria contro il Bologna per 2-0, fu decisiva per il nostro salto in testa alla classifica. L'Olimpico era pieno e esplodeva di gioia, sembrava una festa collettiva senza la parola fine. Non so come finirà il campionato, ma anche oggi la Lazio sta regalando forti emozioni.
Sugli anni passati in biancoceleste
Compatibilmente con gli orari e i miei impegni con l'Al-Hilal, seguo sempre la Lazio come grande amore della mia vita calcistica. Io devo moltissimo al club biancoceleste, non dimentico lo Scudetto e non dimentico il periodo più delicato in cui avevamo grandi difficoltà: le devo tantissimo e le sarò grato per sempre. Sono stato alla Lazio per ventidue anni, una cavalcata meravigliosa durante la quale sono stato giocatore e allenatore: non potrà mai uscire dal mio cuore. Oggi la Lazio vada avanti partita dopo partita, senza fare i conti con gli altri. Così è tutto più semplice e divertente.
Rimpianto Covid
Non posso non ricordare quella vittoria contro il Bologna per 2-0, fu decisiva per il nostro salto in testa alla classifica. L'Olimpico era pieno e esplodeva di gioia, sembrava una festa collettiva senza la parola fine. Ricordo quanto erano felici i tifosi, poi arrivò la pandemia, il lungo periodo di sosta, gli infortuni e una ripresa del campionato che non era più lo stesso di prima. Non arrivò lo Scudetto ma mi è rimasta la consapevolezza di aver costruito una Lazio fantastica, che mi ha regalato emozioni forse irripetibili. Certo, ho un rimpianto nel cuore che mi porterò dietro per tutta la vita: come sarebbe finita senza quella catastrofe di nome Covid?.
