L’intervista integrale
Luis, riesce a seguire le partite?
Tutte, certo, allenamenti o partite permettendo, ma quando torno a casa apro Instagram e vedo le azioni, i gol, le giocate. Contro il Sassuolo ho pensato “wow, ma come giocano questi ragazzi?.
Cos’è che la sorprende?
Sono gruppo, sono squadra. Anche nei momenti difficili riescono a superare lo scoglio giocando a pallone. Difendono bene, sono compatti e non si spezzano mai. Col Sassuolo, quando Thorsvedt ha pareggiato dopo un minuto, hanno continuato ad attaccare e alla fine hanno vinto ancora
Il segreto per restare in alto qual è?
Pensare partita dopo partita. Non devono farsi condizionare dalla classifica e da ciò che si dice...
Si riferisce allo scudetto?
Sì. Ora è giusto non parlarne, ma se tra gennaio e febbraio saranno ancora lassù, sarà un’altra storia
Questa Lazio somiglia un po’ alla sua?
Difficile dirlo, ma ha la nostra spensieratezza
Nel 2019-20 quand’è che avete pensato di poter lottare per vincere?
Ci abbiamo iniziato a credere piano piano, anche se pensavamo partita dopo partita. Si creò una magia irripetibile, qualcosa che ci portò a dire “beh, forse si può fare...”. Ricordo l’ultima partita con il Bologna prima che il mondo si fermasse: 2-0 in un Olimpico strapieno. Segnammo io e Correa. Chissà come sarebbe andata
Quella Lazio avrebbe vinto il campionato?
L’ho sempre detto e sempre lo dirò: per me sì. O comunque ce la saremmo giocata fino alla fine
In questa Lazio diversa chi l’ha sorpresa di più?
Zaccagni sta tornando al suo livello, e poi sono stracontento per Mandas: se la Lazio ha la seconda miglior difesa il merito è anche suo
Nel 2021-22 incrociò Floriani: sorpreso dalla sua crescita?
Giocava in Primavera e si allenava con noi. Sono felice per lui: ha un buon passo e sa difendere. È il manifesto di come essere nel contesto giusto può esaltarti, e lo stesso vale per Isaksen o Belahyane
E di Tavares che pensa?
Sta migliorando anche in fase difensiva. Con Baroni sfornò 8 assist in avvio, poi calò. Ora in A non c’è nessuno col suo rendimento. Il segreto è il solito: quando hai la fiducia del tecnico è tutto in discesa
Lei ne è un esempio.
Dopo i primi cinque mesi volevo smettere. Ne uscii grazie a un mental coach, a Inzaghi, un secondo padre, e a Tare, che filmava i miei allenamenti e li mandava al mio agente. Non capiva come mai non riuscissi a esprimermi, così un giorno venne a casa mia per chiarire. Da lì i messaggi cambiarono: “Questo è il Luis Alberto che conosco…“
Con Gattuso ha mai avuto contatti?
No, ma anni fa parlò bene di me. A Formello mi dicono tutti che è soprattutto una bravissima persona. Ma quando vinci otto partite nelle prime nove significa che sei anche un ottimo allenatore
Ora mancano solo i tifosi allo stadio...
Sono fondamentali. A Reggio Emilia erano tantissimi ed è stato come giocare in casa. Saranno loro a decidere quando tornare. Di sicuro non sono felici neanche loro. L’Olimpico vuoto è triste. I tifosi hanno le loro ragioni, ma quanto sarebbe bello vedere 60 mila laziali allo stadio con la Lazio prima
Si sarebbe divertito in questa Lazio?
Ora come ora è impossibile togliere Frattesi e Taylor, e lo stesso vale per Belahyane. Giocano a memoria e si completano. Il primo si inserisce come nessuno in A, il secondo è una bella scoperta. È chiaro che mi divertirei, ma ci sono loro
La partita che racconterà ai suoi figli?
Lazio-Atalanta 2-0, finale di Coppa Italia 2019. Sistemammo un campionato iniziato così così, ma mi vengono in mente anche il primo gol al Ferraris, in una stagione complessa, e la rete al Milan nel 2017
Oggi chi è il “nuovo” Luis Alberto?
Nico Paz: ed è più forte di me
Negli anni si è sentito sottovalutato?
Mai, ma non spetta a me dirlo. A tanti piacevo, ad altri no. Io sono sempre stato felice. Volevo giocare a calcio e divertimi: ho realizzato il mio sogno
Se la Lazio vince lo scudetto sarà allo stadio?
Non c’è nemmeno da chiederlo: sono già lì….
